Ti è arrivata una notifica dal tuo distributore musicale: i tuoi brani sono stati bannati per presunto streaming artificiale. Niente panico!
La nuova politica di Spotify penalizza gli artisti indipendenti con restrizioni, meno visibilità e controlli severi, mentre le grandi etichette continuano indisturbate a manipolare il mercato con ascolti gonfiati. Il problema? I distributori entry-level non offrono alcuna tutela e spesso lasciano gli artisti soli di fronte a queste sanzioni.
Ma non tutto è perduto! In questo articolo scoprirai perché e cosa puoi fare per recuperare il tuo brano.
Streaming artificiale: cosa significa davvero?
Lo streaming artificiale si verifica quando i brani vengono riprodotti senza un ascoltatore reale. Un fenomeno che ha da sempre alimentato l’industria musicale, con major ed etichette beccate più volte a manipolare gli ascolti per aumentare reputazione e visibilità.
Spotify ne è consapevole, ma non ha mai introdotto filtri davvero efficaci. Infatti, i bot operano come utenti reali, seguendo playlist algoritmiche ed editoriali e generando ascolti gonfiati su larga scala.
Il paradosso? Questi stessi bot potrebbero aver ascoltato anche la tua musica, e ora sei tu a pagarne il prezzo.
Cosa succede quando promuovi i tuoi brani?
Esistono tre scenari:
- Utilizzi sistemi affidabili: Meta Ads e Google Ads generano traffico monitorabile e riducono i rischi di streaming fraud, anche se a volte possono comunque scatenare rimozioni ingiuste (risolvibili con i report pubblicitari).
- Usi i servizi pubblicitari ufficiali di Spotify: Marquee, Showcase e Spotify Ad Studio offrono protezione dai takedown, anche se non garantiscono l’immunità totale.
- Acquisti stream da servizi di dubbia qualità: Se hai comprato ascolti da siti poco affidabili, il takedown è assicurato.
Perché sei TU a essere penalizzato?
I distributori entry-level sono spesso coinvolti in schemi fraudolenti, lucrando su ascolti artificiali e royalties sottratte agli artisti. Quando Spotify li penalizza, loro scaricano il problema sugli utenti. Il risultato?
- Royalties mai pagate agli artisti.
- Penalità incassate dai distributori e da Spotify.
Un sistema che arricchisce solo le piattaforme, lasciando gli artisti senza tutele.
Spotify è ancora importante?
Sì, ma non deve essere l’unico strumento promozionale. Oggi, YouTube e Instagram offrono più opportunità di crescita rispetto alle playlist algoritmiche di Spotify. Meglio trattarlo come una vetrina, senza dipendere esclusivamente da esso.
Si può recuperare un brano rimosso?
Sì! Un takedown non è sempre definitivo. Con il giusto supporto, puoi recuperare il tuo brano e le royalties non versate.
Ho più di 20 anni di esperienza nell’editoria musicale e nella distribuzione digitale. Il mio lavoro si basa sulla tutela della musica e sul recupero delle royalties ingiustamente sottratte agli artisti.
Non lasciare che il tuo lavoro venga cancellato ingiustamente. Prenota subito un meeting con me e troviamo insieme la soluzione migliore per te!
Fissa un Meeting!